Come affermò il Professor J. De Ajuriaguerra durante una conferenza a Ginevra il 15 maggio 1968, la psicomotricità non si limita a considerare la motricità in sé, ma ciò che essa esprime:“la personalità in azione”.
Promotore della creazione del percorso formativo in psicomotricità sia a Parigi (1962) sia a Ginevra (1964), De Ajuriaguerra, eminente neuropsichiatra e psicoanalista, concentrerà le sue ricerche sul ruolo del corpo come sostegno al pensiero e alla psiche. Egli introduce il concetto di psicomotricità e la pratica ad essa correlata, focalizzandosi sulla dimensione relazionale e interazionale dei disturbi psicomotori.
Ciò che viene quindi studiato è l’espressione a livello corporeo delle relazioni tra vita mentale, affettiva e somatica, considerando tali manifestazioni nella loro interazione con i fattori storici, culturali, sociali e fisici che costituiscono la persona umana. In seguito, H. Wallon (1982, La vie mentale) affermerà che tutte le emozioni possono essere ricondotte al modo in cui il tono – come stato di contrazione delle varie masse muscolari – “si forma, si esaurisce o si mantiene”. In altre parole, il tono corporeo si modula in funzione dello stato emotivo dell’individuo.
Il corpo si presenta quindi come il luogo di espressione delle emozioni, ma anche come un mezzo privilegiato per leggere e decifrare le proprie reazioni.
Il corpo, sia oggetto di studio sia mediatore relazionale, occupa una posizione centrale in terapia psicomotoria. In realtà, si tratta del corpo detto «soggetto», così come viene interiorizzato e investito come punto d’appoggio della propria identità, ma anche del corpo coinvolto in una relazione intersoggettiva. Già nel 1945, M. Merleau-Ponty affermava che il corpo racconta il nostro modo di stare al mondo.
Secondo U. Schultz-Venrath (2023, Mentalizing the body), le nostre esperienze corporee, le nostre sensazioni e i nostri movimenti svolgono un ruolo essenziale nel modo in cui comprendiamo e interpretiamo gli stati mentali, sia in noi stessi sia negli altri.
Creando le condizioni che favoriscono il coinvolgimento del corpo, la sua consapevolezza, ma anche il suo vissuto e il suo utilizzo, la terapia psicomotoria sostiene così la trasformazione della percezione di sé e una migliore comprensione del proprio funzionamento.

Alexis GUILLOT, Terapista della psicomotricità, ha conseguito il Bachelor in Psicomotricità presso la Scuola universitaria HETS di Ginevra